Il sito ANED compie vent'anni e si rinnova ancora - ANED Il sito ANED compie vent'anni e si rinnova ancora - ANED

Il sito ANED che state visitando è uno dei più vecchi siti italiani; uno dei pochi ininterrottamente attivi fin dall’autunno del 1997. L’Associazione degli ex deportati nei campi nazisti aveva infatti un proprio sito molto prima che nascessero Facebook, Twitter, Google o Youtube. E l’ha sempre mantenuto vivo e aggiornato, senza interruzioni, in tutti questi anni.

Il sito ANED online nel 1999
Una schermata del sito ANED, versione 1997

Ci portiamo dietro il bagaglio delle informazioni presentate in questi due decenni di lavoro; manteniamo sostanzialmente invariata la veste grafica e l’organizzazione dei contenuti. Confermiamo e rinnoviamo la capacità del sito di adeguarsi automaticamente allo strumento usato per consultarlo, sia esso un monitor da tavolo, un pc portatile, un tablet o anche uno smartphone.
E’ cambiata invece radicalmente la piattaforma software della gestione dei contenuti: nei nostri progetti questo dovrebbe consentire una più capillare presenza in rete delle 26 sezioni ANED, e un più tempestivo aggiornamento delle informazioni, anche grazie alla creazione di una redazione decentrata e allargata che affiancherà e in qualche caso sostituirà il responsabile del sito, che in questi vent’anni ha realizzato materialmente da solo tutti i contenuti.

Prima a cogliere questa opportunità è la sezione di Verona, che ha inaugurato a tambur battente il suo nuovo sito, che sarà progressivamente arricchito con tutte le informazioni sulle molteplici attività e sui programmi di quella sezione.
Il tempo dirà se questo investimento in nuove energie umane darà anche il frutto di una maggiore diffusione delle nostre informazioni, e di una maggiore integrazione tra diversi media, con una migliore sinergia tra sito web e social media. Tutto questo per migliorare il dialogo dell’Associazione degli ex deportati con i lettori, e per fornire, in una rete troppo spesso distratta dalle false notizie, informazioni verificate e serie sul fascismo, il nazismo, l’universo dei campi di concentramento, e stabilire così un dialogo serrato e costruttivo con i giovani (quelli di oggi… e quelli di ieri!).