La baracca 18 del lager di Fossoli, laboratorio di democrazia - ANED La baracca 18 del lager di Fossoli, laboratorio di democrazia - ANED
  • ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti
  • Fondazione Fossoli

SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
E CON IL PATROCINIO DI REGIONE LOMBARDIA, REGIONE EMILIA-ROMAGNA, PROVINCIA DI MODENA, CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO, CITTA’ DI CARPI, COMUNE DI MILANO

Convegno

Baracca 18 e dintorni:
laboratorio di democrazia
da San Vittore a Fossoli (1943-1944)

SABATO 11 NOVEMBRE 2017 – 9.30-13.30 / 14.30-18.00
SALA CONVEGNI, PALAZZO REALE
PIAZZA DUOMO 14, MILANO (MM1-MM3 Duomo)

Programma
9.30-13.30: modera Dario Venegoni, presidente ANED

• Saluto delle Autorità
Mimmo Franzinelli, storico, coordinatore della ricerca
Un itinerario di libertà da Milano a Fossoli
Samuele Tieghi, ricercatore, CGIL Scuola
L’antifascismo milanese e la repressione nazifascista dopo l’8 Settembre 1943
Carmela Santoro, archivista, Archivio di Stato di Milano
La detenzione nel carcere di San Vittore
Edoardo Borruso, storico, Università Bocconi
Comunisti, operai, gappisti

Dibattito – Pausa pranzo

14.30-18.00: modera Pierluigi Castagnetti, presidente Fondazione Fossoli

Roberta Mira, ricercatrice, Fondazione Fossoli
Il campo di Fossoli 1943-1944
Susanna Sala Massari, archivista
Baracca 18 e dintorni: uomini, non numeri
Carla Bianchi Iacono, storica
Gli antifascisti cattolici a Fossoli
Giuliano Banfi, vicepresidente ANED Milano
Deportazione politica: la costruzione dell’unità antifascista
Mimmo Franzinelli
Novità e prospettive di una ricerca

Il Campo delle SS di Fossoli, e in particolare la Baracca 18, sono stati un eccezionale laboratorio di democrazia per i deportati dei più diversi orientamenti politici antifascisti e di ogni origine sociale. Una nuova ricerca ha ricostruito le appartenenze, i rapporti e il confronto politico, l’unità antifascista, il ruolo delle donne, le soluzioni di autogestione che hanno consentito la convivenza fra persone tanto differenti.
A San Vittore si formò una rete clandestina di aiuto ai deportati e di scambi informativi, perfezionata poi a Fossoli e a Bolzano, che assicurò un rapporto efficiente con i vertici della Resistenza e rese possibile lo sviluppo nel Lager di un dibattito anticipatore delle linee fondanti della futura Costituzione repubblicana.

Tanti destini distinti, dalla lotta clandestina, agli arresti, alle partenze nei carri bestiame dal Binario 21 della Stazione Centrale, attraverso le tragiche vicende dell’assassinio di Gasparotto e la strage dei 67 patrioti del 12 luglio 1944, fino alle deportazioni a Bolzano, a Mauthausen e nei lager del lavoro-schiavo nazista.