Fondazione memoria della deportazione

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Fondazione Memoria della Deportazione

A Berlino un nuovo museo sull'internamento degli IMI

Partecipazione dell'ANED all'inaugurazione della mostra permanente "Tra più fuochi. La storia degli internati militari italiani 1943-1945"

Museo Imi Berlino - catalogodi Camilla Brunelli

Sono stata incaricata dal nostro Presidente Dario Venegoni a rappresentare l'ANED nazionale il 28 novembre 2016 all'inaugurazione della nuova mostra permanente sulla storia degli IMI che ha avuto luogo a Berlino. Ne sono stata molto onorata, è stata un'esperienza davvero interessante.

Qui di seguito alcune informazioni preliminari e un breve resoconto della missione:

Nella ex Berlino est, nel quartiere di Schöneweide, si trovava negli anni 1943-1945 un campo di internamento, il cosiddetto GBI-Lager 75/76 (Generalbauinspektor für die Reichshaptstadt Berlin - Ispettorato generale per l'edilizia della capitale), che comprendeva 13 baracche alloggio e una baracca amministrativa. Nel campo furono rinchiusi circa 2.000 prigionieri provenienti dall'Europa occidentale e orientale tra cui un consistente numero di lavoratori civili e internati militari italiani (IMI). Vi era anche un gruppo di donne prigioniere distaccate dal KZ di Sachsenhausen.

Nel novembre 1944 vi furono internati quasi cinquecento IMI, per questo motivo il campo fu chiamato anche "Italienerlager" (campo degli italiani). Tra l'altro, negli scantinati della baracca 13 alcuni IMI avevano lasciato tracce concrete con scritte sui muri.  Degli oltre 1.000 campi esistenti nella sola Berlino, questo è l'unico ancora ben conservato poiché era stato costruito in muratura e perché era stato utilizzato dopo la guerra dall'amministrazione militare sovietica come deposito di carta, poi come sede di piccole botteghe e associazioni e dall'Istituto per i vaccini della DDR.

 Per molti anni, dopo la caduta del muro e la riunificazione della Germania, numerosi comitati di cittadini "riscoprirono" il campo e cercarono di sensibilizzare l'opinione pubblica e  le istituzioni per farne un "luogo di memoria". Nel 2006, dopo 12 anni di iniziative, il Memoriale di Schöneweide fu inaugurato nei locali ristrutturati della baracca 13 per organizzare eventi e per ospitare un archivio. Nel 2013 negli stessi locali è stata inaugurata dalla Fondazione Topografia del Terrore di Berlino un'esposizione permanente molto ben documentata sul lavoro forzato nella Germania nazista. In questa mostra, dal titolo "Il lavoro coatto nella vita quotidiana 1939-1945", è già rappresentata la storia di un internato militare italiano, il toscano Ugo Brilli.

E' importante a questo punto accennare alla storia travagliata dei rapporti italo-tedeschi relativi ai mancati indennizzi per gli ex lavoratori coatti durante il nazismo. Infatti i militari italiani furono esclusi dagli indennizzi da parte della Germania, la qual cosa portò ad un peggioramento dei rapporti tra i due paesi. Per ovviare a questo, per volontà dei due governi nel 2008 fu istituita una commissione di storici italo-tedesca che raccomandò, in un corposo rapporto finale, di giungere finalmente ad una "cultura della memoria" comune e condivisa.  Infatti, come maggior progetto tedesco la commissione propose la realizzazione di una mostra permanente sulla storia dei circa 650.000 internati militari italiani, da allestire proprio all'interno dell'ex campo di Berlino-Schöneweide anche in virtù del fatto che qui gli IMI erano stati in maggioranza tra i prigionieri costretti al lavoro coatto.

Dopo alcuni anni di preparazione ha infine avuto luogo, il 28 novembre 2016, l'inaugurazione della mostra intitolata "Tra più fuochi. La storia degli internati militari italiani 1943-1945", che raccoglie oggetti e documenti provenienti perlopiù da istituzioni e raccolte private in Italia. L'inaugurazione, avvenuta alla presenza degli allora ministri degli esteri dei due paesi, Frank-Walter Steinmeier e Paolo Gentiloni, era stata preceduta la sera prima da un ricevimento presso la residenza dell'Ambasciatore italiano in Germania Piero Benassi. Oltre alle autorità, storici e giornalisti era presente all'inaugurazione un folto gruppo di associati dell'ANEI. L'ANED era presente con la sottoscritta in rappresentanza del Presidente (tra l'altro Dario Venegoni e l’associazione hanno contribuito consegnando ai curatori della mostra alcuni importanti documenti provenienti da archivi privati) e la Fondazione Memoria della Deportazione con la Presidente Floriana Maris. 

Hanno preso la parola per i saluti il direttore della Fondazione Topografia del Terrore di Berlino Andreas Nachama, la direttrice del Centro di documentazione sul lavoro coatto Christine Glauning e la curatrice Daniela Geppert. Sono seguiti gli interventi dei ministri degli esteri tedesco e italiano che hanno sottolineato l'importante traguardo raggiunto per "onorare in modo compiuto e illuminante il destino dei militari internati italiani" nell'ottica di un'Europa pacifica e unita da valori comuni e come "prima pietra miliare di una cultura congiunta della memoria dei due paesi".

Tra gli scopi dell'iniziativa è stata messa in rilievo anche la necessità di far conoscere una vicenda rimasta nell'oblio per troppi decenni, in Germania ma anche in Italia. Ha poi parlato l’ex IMI Michele Montagano, socio ANED, che in modo lucido e accorato ha portato una testimonianza molto viva e toccante.

E' disponibile un catalogo della mostra (nella foto in alto a destra) molto ben fatto, provvisto di saggi storici (di Lutz Klinkhammer, Gabriele Hammermann, Brunello Mantelli, Cord Pagenstecher), molte immagini e documenti.