Apertura: 12 luglio 1936
Ubicazione: Germania, 35 km a nord di Berlino

 

 

 

Nel territorio di Oranienburg, circa 35 chilometri a nord di Berlino, già dal 1933 è operativo un primo campo di concentramento con sede in alcuni edifici di un vecchio birrificio abbandonato ed è, insieme a Dachau, uno dei primi in cui i nazisti, da poco saliti al potere, imprigionano i loro oppositori politici. Il comando di quella struttura, che viene abbandonata nel 1935, fu affidato alle SA, il primo gruppo paramilitare del Partito Nazista.

Un anno dopo, nella zona denominata Sandhausen, viene costruito il campo completamente nuovo di Sachsenhausen. Il progetto è dell’architetto e ufficiale delle SS Bernhard Kuiper seguendo le direttive ricevute Heinrich Himmler. Sachsenhausen diventa ufficialmente operativo il 12 luglio 1936 come campo di lavoro per prigionieri politici ed è ultimato nel settembre del 1938 da circa 950 prigionieri provenienti dal lager di Esterwegen.

Sachsenhausen svolge un ruolo importante nel sistema concentrazionario nazista, non solo per la sua vicinanza alla capitale del Reich ma anche per la funzione di addestramento delle Waffen-SS poi impiegate negli altri campi.

Nel 1940 viene aggiunta alla prima piazza, utilizzata per l’appello, una seconda. Questa, destinata a testare le suole delle calzature per la Wehrmacht, possiede diverse tipologie di terreno calpestabile e i prigionieri sono obbligati a marciare, a questo scopo, per tutta la giornata.

Tra il 1936 e il 1945 a Sachsenhausen vengono rinchiuse più di 200 mila persone di circa 40 nazionalità diverse, di cui circa … sono italiani. I prigionieri inizialmente sono oppositori politici del regime nazista. Si aggiungono presto le persone ritenute responsabili di comportamenti asociali, deviati o non integrati come i Sinti e i Rom, oltre agli omosessuali. Ed infine gli ebrei, arrivati nel 1940 e trasferiti successivamente con l’apertura di Auschwitz nel 1942.

Oltre alla fame, il freddo e le malattie, nel lager ci diversi modi di eliminazione dei deportati. Nel cortile della prigione, isolato dal resto del lager, vengono svolte esecuzioni per impiccagione. Nel 1943 diventa operativa una camera a gas che utilizza lo Zyklon B. Sugli internati vengono inoltre effettuati esperimenti e in diversi sono uccisi con i gas di scarico dei camion.

Inizialmente, gli internati, di Sachsenhausen e dei suoi oltre 100 sottocampi, sono costretti a lavorare in officine e fabbriche di proprietà delle SS nel zona industriale intorno al campo, nonché in vari Kommandos di punizione come il “Klinkerwerk” (muratura) dove sono costretti a produrre la più grande fornitura di mattoni al mondo per la costruzione delle gigantesche strutture pianificate nella capitale. Ogni giorno le SS fanno marciare almeno 2.000 internati verso il lavoro sotto gli occhi della popolazione locale. Questo Kommando viene definito dagli stessi internati come un “campo di sterminio”, soprattutto perché le SS usano il “Klinkerwerk” per eseguire deliberatamente operazioni di eliminazione.

Inoltre, a Sachsenhausen viene realizzata la più importante opera di contraffazione di banconote della storia, l’Operazione Bernhard. I nazisti raggruppano nel campo diversi falsificatori per la produzione in serie di banconote false e si stima che siano stati prodotti circa 133 milioni di sterline e una quantità enorme di dollari.

Con l’avanzata dell’Armata Rossa nella primavera del 1945, Sachsenhausen viene preparato per l’evacuazione. Il 20 aprile il personale delle SS del campo trasferisce 33 mila detenuti in una marcia forzata verso il nord-ovest. La maggior parte dei prigionieri è fisicamente esausta e migliaia non sopravvivono a questa marcia della morte. La marcia si conclude vicino a Raben Steinfeld il 2 maggio, quando i 18 mila prigionieri rimasti sono liberati dai carri armati del 2° Fronte bielorusso. Il 22 aprile 1945 i rimanenti 3000 deportati, lasciati nel campo perché troppo deboli e malati, vengono liberati dall’Armata Rossa e dalla 2a divisione di fanteria dell’esercito polacco.

Georgia Mariatti