Costituzione: 28 agosto 1943
Ubicazione: Germania, nei pressi di Nordhausen, Turingia.

L’istituzione del campo di concentramento di Mittelbau-Dora è preceduta dallo sviluppo del missile A4, conosciuto in seguito con il nome di propaganda “V-2”, come arma del terrore, costruito presso il centro di ricerca dell’esercito di Peenemünde, sull’isola di Usedom, nel Mar Baltico, che inizia la produzione in serie di questo ordigno all’inizio dell’estate del 1943.

Un pesante attacco aereo da parte della Royal Air Force del 18 agosto 1943 porta ad una brusca interruzione della produzione dei V-2 a Peenemünde. Con il bombardamento della cittadina, i comandi nazisti non hanno altra scelta che spostare l’impresa in una regione meno esposta ad attacchi aerei. La scelta ricade sul sistema di tunnel appartenente alla Wirtschaftliche Forschungsgesellschaft (società di ricerca economica) sul Monte Kohnstein vicino a Nordhausen in Turingia.

Il campo di concentramento di Mittelbau-Dora nasce in un primo momento con il nome di Arbeitslager Dora (campo di lavoro di Dora), come sottocampo di Buchenwald e i primi deportati vengono da trasferiti il 28 agosto 1943. Gli internati, che sono perlopiù russi, polacchi e francesi, fanno fatica a sopravvivere a questi primi mesi di costruzione dei tunnel. Molti di loro muoiono per il freddo, la fame, la sete e il troppo lavoro.

Nel gennaio del 1944 il processo di costruzione delle gallerie è avanzato a tal punto che l’assemblaggio dei V-2 può iniziare, sotto la supervisione del Mittelwerk, società controllata dalle SS. Alla fine di gennaio l’impresa consegna i suoi primi tre missili, che soffrono però tutti di gravi difetti di produzione. Le SS considerano i prigionieri che si sono occupati dell’ampliamento dei tunnel nell’ autunno e nell’ inverno 1943 1944 come inutilizzabili nella produzione effettiva dei V-2, perché troppo indeboliti o non qualificati per il lavoro sulle linee di assemblaggio. Di conseguenza, nuovi prigionieri vengono portati da altri campi di concentramento.

Nel marzo del 1944, per poter soddisfare le esigenze del campo, vengono portate a termine le baracche costruite sulle alture delle colline perché oramai lo spazio nelle gallerie non consente di contenere altri deportati e perché è necessario ampliare gli impianti per la produzione dei missili.

Nell’estate del 1944 Mittelbau diviene a tutti gli effetti un campo di concentramento indipendente e vengono aperti diversi sottocampi, nei quali i deportati si occupano dell’ampliamento dei tunnel.

Nuovi prigionieri provengono da tutta Europa, soprattutto da Unione Sovietica, Polonia e Francia, deportati per motivi politici. Vengono trasferiti qui anche circa 1.600 italiani: tra di loro circa la metà erano IMI (Internati Militari Italiani), trasferiti qui andando contro ad ogni convenzione internazionale sui prigionieri di guerra.

Dal maggio 1944, anche molti ebrei vengono deportati a Mittelbau-Dora. In seguito allo scioglimento dello “Zigeuner-Familienlager” di Auschwitz (campo per le famiglie di etnia Rom e Sinti), le SS trasportano inoltre nel lager numerosi Sinti e Rom tra aprile e agosto 1944.

La dissoluzione del campo di Mittelbau ha inizio già nell’autunno del 1944. A causa del sovraffollamento dei sottocampi e l’inizio di un freddo inverno, le condizioni di vita peggiorano in tutto il complesso, portando ad un forte aumento del tasso di mortalità.

All’inizio dell’aprile del 1945, mentre le truppe alleate stanno avanzando verso la zona montuosa attorno al lager, le SS decidono di evacuare gran parte del complesso di Mittelbau. In gran fretta, gli internati vengono costretti a salire su treni che il 6 aprile li trasferiscono verso Bergen-Belsen, Sachsenhausen e Ravensbrück. Altri sono costretti a camminare attraverso le colline di Harz verso il nord-est. Coloro non in grado di tenere il passo durante le marce della morte vengono sommariamente uccisi dalle SS.

La peggiore atrocità si verifica a Gardelegen. Più di 1.000 prigionieri di Mittelbau, Neuengamme e dei loro sottocampi vengono uccisi in un fienile che viene dato alle fiamme. Quelli che riescono a sopravvivere all’incendio vengono comunque fucilati dalle SS, Wehrmacht e da uomini del Volkssturm, la milizia popolare nazista.

Poiché la maggior parte dei campi del complesso di Mittelbau era già stata evacuata, solo alcuni piccoli sottocampi, in cui erano internati perlopiù IMI e un centinaio di deportati ammalati, vengono liberati dagli Alleati l’11 aprile 1945.

Georgia Mariatti

Una nuova mostra racconta la tragedia dei deportati di Mittelbau-Dora.

Atti del Convegno organizzato dall’ANED a Salsomaggiore su Mittelbau-Dora.