Costituzione: maggio 1940
Ubicazione: Austria
, Alkoven,nei pressi di Linz

 

Il Castello di Hartheim, in lingua tedesca Schloss Hartheim, è situato ad Alkoven, in Austria, nei pressi della città di Linz. È noto per essere stato uno dei sei campi di sterminio dell’Aktion T4, il programma di «eutanasia» nazista che prevedeva l’eliminazione delle persone affette da disabilità fisiche o mentali.

Costruito nel corso del XVII secolo su strutture preesistenti, il castello è considerato una delle più importanti fortezze rinascimentali dell’Austria.

A partire dal 1938, l’edificio viene confiscato dai nazisti per ragioni strategiche: Hartheim si trova in una posizione isolata, vicino alla linea ferroviaria e non lontano dal lager di Mauthausen. Tra il maggio del 1940 e il settembre del 1941, durante i sedici mesi di durata ufficiale del programma T4, nel solo Castello di Hartheim vengono uccise oltre 18 mila persone, principalmente per inalazione di monossido di carbonio all’interno della camera a gas, costruita in una delle stanze al piano terra.

La procedura è sistematica. Con la complicità di medici e personale delle cliniche e delle strutture ospedaliere tedesche, i pazienti selezionati per l’eliminazione vengono trasferiti alla stazione di Mauthausen; ai familiari viene detto che i loro parenti vengono mandati in strutture più adatte e preparate per gestire la loro patologia con cure e terapie più efficaci. Alla stazione, i pazienti vengono caricati a bordo di appositi “pullmini blu”, ovvero dei piccoli bus con i finestrini oscurati, affinché non si possa vedere all’interno del mezzo. I pullmini giungono al Castello di Hartheim, all’interno del quale i pazienti vengono eliminati in poco meno di un’ora: all’ingresso vengono compilati una scheda e un certificato di morte, ovviamente falso, con il quale si comunica ai familiari il decesso del paziente giustificandolo con date e motivazioni fasulle; la vittima viene poi condotta nello spogliatoio e in seguito nella camera a gas; successivamente il suo corpo viene bruciato nel forno crematorio del castello.

I numerosi certificati di morte redatti destano i sospetti dei familiari delle vittime e la sparizione di un numero consistente di persone dalle strutture di cura inizia a interrogare l’opinione pubblica e anche certe comunità della chiesa cattolica. Questo fa sì che, nel settembre del 1941, il programma T4 venga interrotto.

Il Castello di Hartheim diventa, da allora, un centro di eliminazione di prigionieri deportati nei lager e ritenuti non idonei al lavoro, perché deboli o malati, secondo il programma Aktion 14f13. Ad Hartheim vengono quindi assassinati prigionieri provenienti dai lager di Dachau, Ravensbrück e soprattutto da Mauthausen e dai suoi sottocampi di Gusen. Si stima che le vittime uccise complessivamente negli anni in cui il Castello è adibito a struttura di sterminio siano oltre 30 mila.

Tra la fine del 1944 e l’inizio del 1945 comincia lo smantellamento degli impianti di sterminio presenti nel castello: viene eliminata la camera a gas e distrutto il forno crematorio. L’ordine è di cancellare ogni traccia di quanto è avvenuto tra quelle mura. Dal gennaio 1945 la comunità di suore, cacciata con l’occupazione del castello da parte dei nazisti, riprende possesso di questi luoghi.

Oggi, grazie agli scavi archeologici che hanno portato alla scoperta di grandi quantità di ceneri umane e di una enorme mole di oggetti appartenuti ai deportati qui eliminati, si sono trovate le prove dello sterminio. Dopo i restauri che hanno interessato l’edificio dal 1999 al 2003, il Castello di Hartheim è visitabile ed è a tutti gli effetti un sito commemorativo che ricorda le migliaia di vittime assassinate dai nazisti tra il 1940 e il 1944. I piani superiori del castello sono inoltre la sede di un’associazione che si occupa di persone affette da forme di disabilità.

Georgia Mariatti, Leonardo Zanchi

Scarica la scheda  sul Castello di Hartheim predisposta della Sezione Aned di Roma