Fondazione memoria della deportazione

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Fondazione Memoria della Deportazione

Belzec

Costituzione: 17 marzo 1942
Ubicazione: circa 121 km a sud-est di Lublino



Esaurito in gran parte il programma «Eutanasia» fu affidato alla solerte competenza dell'Einsatzgruppe Reinhard (il reparto di pronto impiego specializzatosi nel «trattamento speciale» come eufemisticamente si indicava lo sterminio di massa), la costituzione di questo campo, uno dei cinque creati appositamente con lo scopo dichiarato di servire al genocidio degli ebrei e dei polacchi.
Ben poche informazioni ci sono pervenute di ciò che avveniva in questa fabbrica della morte. Si sa che almeno 600.000 deportati furono uccisi nelle sue camere a gas. Inizialmente i corpi venivano interrati in grandi fosse comuni, poi cosparsi di benzina e dati alle fiamme su bracieri appositamente costruiti con binari ferroviari.
Le camere a gas di Belzec funzionarono a ritmo sostenuto e nel giro di pochi mesi il compito degli specialisti fu portato a termine. Nella primavera del 1943 il campo fu abbandonato ed ogni sua traccia accuratamente occultata e distrutta.
Le fondamenta delle baracche, riemerse dagli scavi effettuati nel dopoguerra, indicano oggi i luoghi dove, prima di affrontare la morte, ebrei, polacchi, ufficiali e soldati russi furono stipati a migliaia, in attesa del finto bagno che doveva chiudere la loro esistenza. Questi resti sono l'unica testimonianza che è stato possibile recuperare, in mezzo al bosco delle conifere che i nazisti hanno usato per proteggersi da sguardi indiscreti.